La Piccola Pianta che Governa il Cielo

Incontri
Magia

Madagascar, 28 novembre 2015

Piove a catinelle qui ad Antananarivo. La sgarrupata Renault 4 su cui mi trovo avanza lentamente tra persone, animali, carretti di zebù, ceste e buche straripanti di acqua. Due piccoli tergicristalli danzano rapidamente davanti ai miei occhi e mi perdo nel loro ritmo regolare e silenzioso. La portiera alla mia sinistra è ‘chiusa’ con un laccetto, lo specchietto retrovisore pende come un arbre magique e grandi gocce d’acqua continuano a cadere dispettose sulle mie gambe. Ma oggi non è una giornata qualunque, alla pioggia oggi tutto è concesso…

Apro la mia mano e ammiro la manciata di foglie secche che mi è appena stata donata, la stringo forte e ringrazio mentalmente Tovo. Ci siamo appena salutati, ma la sua energia è ancora presente nell’aria. Un piccolo grande uomo con occhi da fanciullo, nonostante fanciullo non sia più da molto tempo. Un signore gentile e pacato famoso in tutto il paese per la sua saggezza, ma soprattutto per le sue doti di potente guaritore. Ci siamo incontrati il giorno prima grazie ad un’amicizia in comune. Gli ho detto che mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sulla sua arte. Tovo ha preso la mia mano e vi ha letto molte verità, ma è sui miei occhi che si è soffermato più volte, in silenzio, quasi come se volesse leggervi dentro… La sua espressione seria è improvvisamente mutata in un dolce sorriso ed è così che mi ha comunicato che l’indomani sarebbe tornato da me per portarmi in un luogo magico: Ambohimanga, la collina blu, uno dei luoghi più sacri e simbolici del Madagascar.

E’ qui che alcuni membri della famiglia reale della potente tribù degli Imerina si insediarono alla fine del settecento, ed è qui che visse il re Andrianampoinimerina. Un re potente e sovrano di molte tribù malgasce. Sacra oggi come allora, Ambohimanga, patrimonio dell’UNESCO dal 2001, conserva perfettamente intatta la sua forza spirituale. Sono tanti i malgasci che quotidianamente si recano in questo luogo da varie parti dell’isola per chiedere la protezione degli antenati. In una città popolata da 4 milioni di abitanti in cui ogni spazio è coltivato o abitato, stupisce vedere intatta una piccola foresta pluviale dominare la collina, evidentemente qui vi è sul serio un’energia speciale, ed è qui che Tovo ha deciso di portarmi.

Più di un’ora per uscire dal traffico cittadino e raggiungere la collina sacra. Sudati ed accaldati arriviamo ai suoi piedi; improvvisamente veniamo avvolti da una brezza rinfrescante. Un cambiamento forte e repentino di temperatura, aria e profumi che mi colpiscono, come se avessimo abbandonato un mondo per entrare in un altro. Il taxi ci lascia in un piccolo spiazzo. Tovo mi dice che non è ancora giunta l’ora per andare nella foresta. Guardo l’orizzonte un po’ preoccupata, penso che saremo certamente sorpresi da un diluvio perché nubi cariche di pioggia e lampi ci circondano ovunque. Lui non sembra curarsene, anzi, mi invita ad entrare nel piccolo locale di una signora per gustare il suo gelato casalingo. Lo guardo leccare felice il cucchiaino e sorrido di fronte ai suoi versi di apprezzamento e alle sue espressioni infantili. Ma qualcosa dentro di me mi dice che la vera ragione della nostra sosta è la collina di fronte a noi. Da qui la vista appare magica sul serio e percepisco la forza della natura di questo luogo.  Il cuore aumenta di velocità mentre scatto una fotografia.

Il gelato è finito e Tovo decide che è ora di andare. Risaliamo in macchina e ci avviciniamo alla foresta. Ci fermiamo all’imbocco di un piccolissimo sentiero quasi invisibile. Prima di scendere Tovo mi rivolge uno sguardo malizioso e mi annuncia di avere un piccolo dono per me… “ma dopo, non ora!” Con fare misterioso si tocca la tasca e poi mi invita a scendere. Passeggiamo per qualche minuto. Io osservo le piante intorno a me pronta a chiedere a Tovo qualche nome, quando improvvisamente lo perdo di vista. Lo cerco con lo sguardo e mi imbatto in un albero piuttosto movimentato. Tovo vi si stava arrampicando a piedi nudi. “O mamma! Ma che fa?” Rido silenziosamente per rispetto, poi mi tolgo le scarpe e comincio a salire per raggiungerlo. E’ bellissimo sentire la corteccia liscia dell’albero sotto i miei piedi… Una piccola mano spunta tra le foglie per guidarmi. La seguo, e con un ultimo sforzo appoggio i piedi su un’enorme roccia.  Non l’avevo notata dal basso, eppure è proprio grande. La sua piana superficie è ricoperta da un esteso tappeto di foglie dello stesso albero che ci ha fatto da scala naturale. Tovo mi guarda e mi dice di sdraiarmi sul tappeto di foglie. Mi spiega che il grande albero tutto intorno a noi si chiama Rotra. Mi racconta che si tratta di un albero speciale in grado di guarire molte malattie. Mi invita a distendermi sulla roccia per prendere un po’ della sua energia e aggiunge che gli antenati sono d’accordo. Mi sdraio, ma prima di chiudere gli occhi osservo ammaliata i rami del potente albero che dominano sulla mia testa. Poi chiudo gli occhi e mi rilasso. Non saprei dire quanto tempo sia passato. Dieci, venti o forse quaranta minuti. Credo di essermi lievemente assopita. Riapro gli occhi e mi sento rigenerata.

Tovo mi tende la mano e mi aiuta ad alzarmi. Mi racconta che questo è un luogo molto sacro e potente, che è qui che il re Andrianampoinimerina veniva a meditare tutte le mattine al levar del sole. E con la mano mi indica la direzione in cui il sole sorge. Questo luogo è un incanto. Piano piano ridiscendiamo l’albero. Giunti a terra osservo la grande roccia dal basso. Se ne vede solo una parte e quel poco che si vede sembra sorretto da piccoli pilastri di pietra naturale, quasi come se qualcuno l’avesse adagiata sopra, ma le sue grandi dimensioni rendono difficile crederlo.

Tovo mi dice che abbiamo finito, che ora possiamo andare. Risaliamo in macchina. Mette la mano in tasca e mi porge un pacchettino. “Ecco qui la pianta che tiene lontana la pioggia, un regalo per te”, mi dice. Un secondo dopo inizia a piovere, nel giro di un minuto si scatena il diluvio. Lui mi guarda divertito e mi spiega: “vedi? Gli ho chiesto di tenere lontano la pioggia, ma ora l’acqua può scatenarsi perché abbiamo finito di fare quello per cui siamo venuti”.

‘Kelymajakalanitra’ è il suo nome, ossia “la piccola pianta che governa il cielo”, e Tovo mi ha donato la sua essenza.

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