Il mio incontro con San Pedro

Magia

Il racconto di un’esperienza sacra, di un rituale che mi ha lasciato con alcune risposte e molti interrogativi. D’altra parte, come diceva Einstein, “la più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza”.

… Il fuoco è importante. Deve essere forte e vivo. Osservo lo sciamano dar vita alle fiamme con grande maestria. Si percepisce la sua familiarità con questo elemento. Depongo le erbe che ho raccolto su una lastra di pietra, serviranno a dare protezione. Il sole sta tramontando, in lontananza il suono delle onde del lago Titicaca. Osservo le fiamme crescenti e mi accorgo con stupore che i suoi colori sono particolari. Verde acceso, blu elettrico, più varie tonalità di viola: sembra un arcobaleno infuocato. Speravo tanto di avere l’opportunità di partecipare ad un rituale sacro nel corso del mio viaggio, ma non immaginavo che sarebbe arrivata così in fretta, a soli tre giorni dal mio arrivo qui in Bolivia.

Altre tre persone si avvicinano al fuoco, siamo cinque in tutto. Abbiamo atteso questo momento, ci siamo preparati per questa cerimonia. Lo sciamano inizia con un rito di protezione per ognuno di noi. Nell’aria odore di essenze, palo santo e incenso. Vicino a lui una donna, una ‘strega’ che mi sorride con dolcezza. Un ampio foglio di carta giace per terra; poco alla volta vi deponiamo i diversi doni per la Pachamama insieme ai nostri intenti. Paura, gioia, speranza, attesa, divertimento, tristezza, desiderio… tante le emozioni che si succedono nella mia mente.

Una noce per ognuno: il suo interno la dirà lunga sull’anno che verrà. Oggetti simbolici, talismani, erbe e fiori sono ormai stesi sul foglio all’interno di un cerchio. Lo sciamano lo richiude, è il momento di donarlo al fuoco, alla Pachamama. Se brucerà completamente sarà un buon segno, vorrà dire che lei è ben disposta nei nostri confronti…

Mentre il fuoco si fa più grande, osservo il bicchiere nella mia mano, è quasi giunto il momento di berne il contenuto, di assumere la ‘medicina’, così come la chiamano da queste parti. Si tratta del San Pedro, una pianta sacra della regione andina. A poca distanza osserviamo un’enorme pianta di questo cactus. Non avevamo scelto questo luogo, ci siamo ritrovati qui per caso, o forse no… Secondo lo sciamano è proprio questa pianta ad averci chiamato. Attorno a noi tutto tace, eppure il lodge è pieno. La nostra casetta è quella più alta, quella più lontana, quella più vicina al bosco.

Il sole è appena tramontato e le ultime luci scemano poco a poco. Ecco le prime stelle. La luna è nuova, un’occasione per ammirare il firmamento. Purtroppo un lampione acceca i nostri occhi. Uno del gruppo prega a voce alta per il suo spegnimento. Pochi secondi e tutto intorno a noi si spegne. E’ saltata la luce anche nel paese. Sembra una magia eppure è realtà, restiamo senza parole. Ora ci circondano soltanto il fuoco e un mare di stelle. Rigiro il mio bicchiere fra le mani, il San Pedro mescolato con l’acqua appare di un colore verde chiaro. Lo sciamano dice di fare attenzione al sapore che sentiremo in bocca, perché rivelatore di informazioni importanti per il futuro.

Sono calma, tutti noi lo siamo. Sono felice di trovarmi qui, lo desideravo veramente. Sarà un lavoro individuale, ognuno dovrà cercare di comprendersi da solo, ma con la benedizione e la forza di cinque cuori. Non soltanto lo sciamano, ma anche i partecipanti con le loro energie influiranno pesantemente sull’andamento e la qualità della cerimonia. Mi sento tranquilla perché so di essere nel posto giusto con le persone giuste.

Porto il bicchiere alla bocca e bevo tutto d’un fiato. Il mio San Pedro sa di argilla, è gradevole, subito dopo appare una nota di liquirizia. Devo essere fortunata perché sui visi degli altri compaiono smorfie di disgusto. Sorrido pensando che dopotutto può essere una questione di gusti personali… Eppure loro descrivono sapori completamente diversi dai miei. Mi viene spiegato che l’argilla rappresenta la terra, che è con lei che devo lavorare, che è a lei che devo unirmi. Rifletto su queste parole e sul loro significato. Vorrà forse dire che devo unirmi ancora di più? Che è arrivato il momento di immettervi radici un po’ più robuste? Pesco un mucchietto di foglie di coca da un sacchetto. Le più belle per Pachamama, le altre per me. Mastichiamo in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri e nella notte. E’ una notte magica, lo sento. La luce non è ancora tornata…

Nel fuoco che continua a bruciare sono scomparse le tracce dei nostri doni: è un bene. Di colpo esplodo in una risata piena di gioia. Non ridevo così da molto tempo… che meraviglia. Non riesco a smettere, contagio anche gli altri. Poi di nuovo la calma. Una stella cadente illumina il cielo e le nostre menti. Poi compare la nausea. E’ normale. Alcune idee si affacciano alla mia mente. Improvvisamente so perché sono qui e come tutto iniziato. I miei strani sogni, le coincidenze… molte delle mie domande trovano risposte. Un’energia potente comincia a fluire dentro di me, come in alcuni dei miei sogni. E’ una sensazione molto intensa. Sento che non sono sola. Sono perfettamente cosciente, quello che percepisco è reale.

Lo sciamano si alza e ci invita ad andare verso il bosco. Io tentenno in preda a un momento mistico senza precedenti. Ma lui insiste. Appena ci allontaniamo dal fuoco la luce ritorna, come per magia. Rimango senza parole per il tempismo un po’ sospetto.

Nel bel mezzo del bosco mi sento diversa, la natura che mi circonda è viva e avvolgente. La ascolto pulsare, percepisco ogni singolo suono, fruscio, battito di ali… l’energia maestosa degli alberi è quasi schiacciante. Sembra di essere in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio. Mi sento parte del tutto. Sento che la direzione che ho scelto per me è l’unica possibile… Il San Pedro non è soltanto medicina, è anche una bussola in grado di indicarti la direzione…

Torniamo al fuoco e condividiamo emozioni e sensazioni. Sento che è arrivato il momento di staccarmi dal gruppo. Seguono ore particolari e ricche di mistero, poi la conclusione del rituale. Ancora odore di essenze, palo santo e incenso nell’aria. Lo sciamano e la strega mi riferiscono che dentro a quel bosco avevo sembianze non mie, che apparivo come una fata dei boschi. Ripenso a quelle parole e rifletto su questa esperienza… Follia, immaginazione, suggestione o realtà? Ancora non so, ma quello che ho vissuto è stato intensamente sacro e immensamente magico. In fondo, come scriveva Kierkegaard, la vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere.

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