“The NeverEndingStory?” – I Temibili Giganti (Parte Seconda)

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Il viaggio proseguì, e giunse finalmente il momento dell’incontro con i temibili Giganti delle Alte Foreste Vulcaniche. La compagnia imballò i bagagli la sera prima di coricarsi, poi si preparò mentalmente al grande incontro, in balia di emozioni contrastanti. Alcuni membri del gruppo, colti dall’incertezza e dalla paura, pensarono di rinunciare all’impresa. La fanciulla li incoraggiò raccontandogli di un particolare incontro avuto tempo prima con un uomo di 99 anni. Pare che avesse recentemente compiuto la scalata su un vulcano molto ripido, nonostante un’anca arricciata e una quadrata (in effetti la fanciulla se lo ricordava piuttosto traballante e si stupì molto di questo racconto… quasi pensò stesse scherzando…). L’anziano vi riuscì perché era seriamente determinato a vedere i Giganti prima di traslocare nel Regno dei Cieli, o almeno così raccontò alla fanciulla! Che trasse spunto da questo incontro per infondere coraggio nella compagnia, omettendo il fugace dubbio comparso nella sua mente… E li convinse.

Alcuni piccoli individui scuri, abitanti delle foreste e dei villaggi limitrofi, avrebbero guidato la scalata. La fanciulla era fiduciosa sul fatto che sarebbero riusciti a realizzare la loro impresa. I piccoli uomini appartenevano ad una razza antica, probabile risultato di un incrocio tra i famosi Hobbit della Contea e i Nani di Moira. A differenza delle tribù delle cascate, loro non avevano nulla in contrario al mescolamento delle due razze. E così nacque una nuova etnia. Tutti li conoscevano come i ‘Piccoli Abitanti Felici della Foresta Impenetrabile’, meglio noti come i ‘Paffi’, per ovvie questioni di brevità.

I piccoli Paffi avevano dato appuntamento agli Stivaliani alle prime luci dell’alba del giorno successivo. L’indomani la compagnia giunse al luogo di ritrovo, e fu lì che lei lo rivide. In attesa di ricevere istruzioni dai Paffi, la fanciulla e l’uomo misterioso si scambiarono un intenso sguardo complice a distanza, e si sorrisero. Entrambi pensarono… ‘che strana coincidenza…’. Ma anche in questa occasione, tempo e regole non consentirono di andare oltre.

Faceva freddo a quell’altitudine, i forestieri si trovavano a 2500 metri di altezza e indossavano abiti caldi. Il ciondolo dell’uomo era nascosto sotto le vesti, la fanciulla scorgeva un leggero rigonfiamento sotto la sua gola. I Paffi interruppero riflessioni ed energie sottili in movimento poiché erano pronti ad incamminarsi, “la strada era lunga e impegnativa”, riferirono alle due compagnie. Ancora una volta, quelli del Nord-Ovest andarono da una parte, e gli Stivaliani dall’altra. La fanciulla si ricordò con dispiacere che mancava un solo giorno alla partenza prevista per il ritorno in patria, e pensò che non avrebbe mai più rivisto l’uomo, né avrebbe potuto ascoltare le sue storie… In particolare quella relativa al misterioso ciondolo, sempre che lui fosse disposto a rivelargliela! E fu in balia di questi pensieri che si incamminò…

La salita attraverso i ripidi pendii vulcanici risultò molto difficoltosa e la compagnia degli Stivaliani si trovò più volte in bilico. La fanciulla era allenata e leggera, ciononostante ebbe più volte bisogno di una calda e rassicurante mano di un Paffo per non scivolare giù dal pendio… Lei amò moltissimo quei contatti silenziosi, ed osservò con una certa emozione tutti i membri della compagnia fare lo stesso. Tutti, nessuno escluso, erano mano nella mano con piccole donne e uomini Paffi totalmente sconosciuti; persino i membri nobili e importanti della compagnia, normalmente un po’ altezzosi e timorosi del diverso, si abbandonarono a quell’aiuto inaspettato. Barriere geografiche e culturali azzerate senza preavviso. Quella scena aveva un non so ché di magico e irreale. Anche perché l’impossibilità di comunicare in una lingua comune, rendeva necessari sorrisi, gesti e buffi suoni onomatopeici al fine di assicurare la scalata del vulcano senza incidenti. Molte furono le cadute, ma nessuna pericolosa, e il risultato fu che tutti tornarono un po’ bambini… E come non parlare delle enormi ortiche superurticanti?! Talmente acuminate e micidiali da riuscire ad attraversare anche le vesti più spesse… La saggezza e il coraggio dei Paffi permise di evitare gli aculei urticanti e le innumerevoli minacce in agguato…

Prima di vederli con i loro occhi, tutti gli uomini in cammino, grandi e piccini, sentirono il loro odore penetrante, poi udirono i loro versi tuonanti… e infine, apparvero i temibili esseri. Il gruppo si irrigidì. Erano davvero giganti, erano davvero coperti da una folta pelliccia nera, erano seriamente dotati di uno sguardo magnetico e penetrante, avevano veramente mani enormi e… nemmeno mi arrischio a descrivervi i loro canini… la cui vista fu possibile grazie allo sbadiglio di un enorme maschio sonnecchiante.

Ma, come spesso accade, si teme ciò che non si conosce. I Paffi sapevano come comportarsi con quelle strane creature tanto simili all’uomo (eccezion fatta per la pelliccia). Conoscevano il loro linguaggio e spiegarono alla compagnia come muoversi e comportarsi per non indispettire i Giganti.

La prima regola era il silenzio. I Giganti potevano produrre suoni e versi, gli umani no… ‘Per una volta, la natura che parla e l’uomo che sta zitto’, rifletteva divertita la fanciulla, che pur amava molto conversare. Lei si perse in quell’incontro… di nuovo provò una sensazione di felicità infinita. Si sorprese ad osservare quelle pacifiche, eppur terrificanti creature, mangiare le stesse erbe che lei usava cercare e raccogliere per la sua mensa. [Ah già! Perdonatemi! Mi sono dimenticata di dirvelo! Oltre a conoscere bene le piante psicoattive, la fanciulla era un’esperta raccoglitrice di erbe commestibili e medicinali]. Per davvero lei si sentì profondamente vicina a loro; in effetti, dal punto di vista botanico, era consapevole di avere molte più cose in comune con i Giganti che con i suoi amici umani. L’esperienza fu talmente intensa che il tempo perse valore. I minuti volarono e tutta la compagnia fu triste per il distacco troppo celere che ne seguì. Una sensazione di perdita e nostalgia fu nell’aria…

Vorrei raccontarvi di più sui Giganti, ma devo tornare al racconto della fanciulla e del misterioso uomo ‘ciondolato’.

La compagnia degli Stivaliani ridiscese i pendii del vulcano, ma questa volta il sentiero sembrò meno ripido. Gli Stivaliani e i Paffi camminavano allegramente affianco, le mani dei piccoli uomini pronte a tendersi nei momenti opportuni, quasi i Paffi sapessero prevedere i potenziali scivoloni ed evitarli… Arrivarono a valle sudati, ricoperti di fango e sfiniti, ma felici. Erano ben consapevoli di aver vissuto qualcosa di straordinario, ognuno coi propri occhi… Raggiunsero sani e salvi il margine della foresta, infine i due gruppi si salutarono con grande affetto. La fanciulla si godette la scena con grande soddisfazione, il sorriso di nuovo stampato in faccia. I Paffi tornarono al proprio villaggio ricchi di storie da raccontare, mentre la compagnia degli Stivaliani decise di fermarsi in una locanda per rifocillarsi. La fanciulla ordinò da bere e da mangiare per tutti. Le risate e i racconti fioccarono nell’aria senza imbarazzo. Le maschere erano cadute. Ognuno era felicemente sincero in quel momento. Un’altra magia, per chi la sa vedere…

La fanciulla si trovava al bancone in attesa delle vivande, quand’ecco che lo vide ancora. L’uomo avvolto dal mistero, con ciondolo e tutto il resto. ‘Poteva essere nuovamente una coincidenza?’ Pensò stupita. No, non poteva esserlo. Da tempo la fanciulla si divertiva a vivere spontaneamente giorno per giorno, lasciandosi trasportare dagli eventi, piuttosto che sprecare energie a controllarli. Un po’ per gioco e un po’ per sfida, la ragazza si dedicò con sempre maggiore partecipazione a questo modo di vivere leggero, finché questo non divenne il suo stile di vita. Il fatto che il ciondolo l’avesse colpita, rappresentava di per sé un segnale, almeno dal suo punto di vista leggiadro e fantasioso. Poi quegli incontri ripetuti… E che dire di quello sguardo d’intesa confusa e silenziosa? Le era sembrato di percepire strane vibrazioni in ognuno di questi incontri. ‘Magnetizzata… Ecco sì… si sentiva magnetizzata!’… Pensò.

E fu a quel punto che decise di agire. Il suo gruppo stava seduto attorno a un tavolo in attesa del cibo, la fanciulla li raggiunse. Disse ai suoi compagni che si sarebbe assentata per un poco e augurò loro buon appetito. Poi andò dal padrone della locanda e gli chiese di mostrargli i dormitori… così, per curiosità, perché poteva sempre essere che lei tornasse in quella locanda con altri Stivaliani e che scegliesse il suo dormitorio al posto di altri… Ovviamente l’uomo misterioso sostava con alcuni della sua compagnia di fronte ai dormitori. Lui non aveva ancora visto la fanciulla. Lei si avviò a passo deciso con l’oste, sino a giungere di fronte all’ingresso del dormitorio. Lui sembrò sorpreso. Lei si finse sorpresa. Di nuovo quell’aria magnetica… Lei si affrettò a guardare qualche stanza fingendosi interessata, salutò l’oste e poi si fermò di fronte all’ingresso, decisa a conoscere l’uomo misterioso. C’era un lieve imbarazzo fra loro, ma anche un piacevole divertimento. La fanciulla arrossì rivelandosi un poco. Lui invece, aveva la pelle scura e dorata dal sole, se arrossì la fanciulla non poté proprio vederlo. Lui le propose di bere qualcosa di fresco, lei non esitò.

Entrarono insieme nella locanda e si sedettero al bancone. Tante le domande, da dove cominciare? Lui le raccontò di venire da un paese lontano, molto oltre le Terre del Nord-Ovest, ma che da diversi anni viveva nella regione dei Grandi Laghi. Le disse di essere stato qualcun altro nel passato, ma che poi un giorno si svegliò con un sogno in testa e da lì tutto cambiò. Scelse di Vivere e non di sopravvivere. Divenne errante per un po’ di tempo svolgendo una moltitudine di lavori che avevano sempre a che fare con la natura, finché un giorno non incontrò l’energia dei Grandi Laghi, che lo catturò. La fanciulla lo ascoltò rapita, poi la sua attenzione tornò al ciondolo dell’uomo e alla sensazione che aveva provato osservandolo la prima volta. La percezione di un potente flusso d’acqua era ancora lì, lo sentiva ancor più chiaramente guardandolo da vicino. Ma non osò chiedere, non era ancora il momento, lo sentiva. E poi era una cosa così strana! Persino lei non capiva perché si sentisse così attratta da quella strana spirale. Non le era mai accaduta una cosa simile.

Lui interruppe i suoi pensieri raccontando di avere avuto un nonno Stivaliano e, mentre lui parlava, lei provò la fortissima sensazione di avere già incontrato l’uomo di fronte a lei. Ma forse era un’altra delle sue fantasie volanti… Avrebbe voluto sapere tante cose di lui, perché in qualche modo riconosceva in lui degli aspetti di se stessa. Sentiva di aver molto da imparare dalle sue storie, dalle sue esperienze… Lui sembrava molto più maturo della fanciulla, o almeno questo è quello che lei vedeva in lui. L’uomo le mostrò diversi ritratti di posti fantastici che aveva visitato, lei le raccontò degli strani animaletti di foresta che aveva studiato per molto tempo e che in qualche modo l’avevano portata nella regione dei Grandi Laghi. Percorsi di vita diversi, ma scelte molto simili. Il tempo svani, ma solo per loro! Le rispettive compagnie stavano terminando il pasto e il tempo a loro disposizione stava per scadere, ancora una volta. Entrambi avrebbero voluto sconvolgere le regole, ma avevano preso un impegno che sapevano di dover rispettare. Decisero di mantenersi in contatto e si scambiarono le informazioni per rendersi rintracciabili.

La fanciulla lo salutò con gran dispiacere. ‘Poteva definirsi, questa, un’avventura? E dove li avrebbe portati? Si sarebbe conclusa lì?’ Pensò anche che era stato proprio bello specchiarsi con qualcuno, non le era mai capitato prima…

Lei lo seppe soltanto qualche tempo dopo, ma l’uomo misterioso tentò di raggiungerla quella sera… Non ci riuscì a causa di una moltitudine di circostanze avverse, possibili soltanto quando entrano in gioco forze sovrannaturali. Evidentemente le Energie Sottili stavano tessendo una complicata rete invisibile… Impossibile prevedere gli esiti della storia. Avrebbe potuto essere finita, a medio/lungo termine (il breve non lo prendiamo in considerazione viste le migliaia di miglia di distanza tra lo Stivale e la regione dei Grandi Laghi) oppure infinita, chi lo sa?

[Continua…]

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